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Mai Pentirsi Quando si Agisce Così [+]

Scritto da ISP on 03 Settembre 2010.

lomonacoDopo le dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, circa il suo rammarico per non aver venduto altri giocatori durante la finestra estiva di mercato, ci è venuta voglia di fare i conti in tasca alla società etnea prima di glorificare o crocifiggere il totem rossoazzurro. Non lo abbiamo mai visto così duro con se stesso colui che ha tutte le chiavi delle porte del Catania. L’autocritica, una pratica molto inusuale nel genere umano, non è mai stata il suo forte ma del resto chi di noi ama gettarsi la croce addossandosi colpe presunte o reali che siano? Aprendo idealmente il cassetto numero 1 di Via Ferrante Aporti, proviamo a tirare un sospiro di sollievo talmente lungo da contagiare anche l’ad del Catania. E tutti i tifosi.

"LOMONACHIANO" PENSIERO

Non importa se le dichiarazioni "lomonachiane" del 26 maggio scorso recitavano così: “ Il Catania vende solo Martinez. Abbiamo fatto tanti sforzi per allestire una squadra di spessore, ora non abbiamo intenzione di smantellarla. Anzi, abbiamo chiuso per 3-4 giocatori”. Le asserzioni dell’ad del Catania, erano insaporite solo da dolci zuccherini per le vene dei tifosi rossoazzuri: 1) Solo una cessione illustre; 2) Nessun altro si muoverà; 3) Abbiamo preso 3 o 4 giocatori. Il sunto delle dichiarazioni era questo e al 66% periodico, le parole di Lo Monaco si sono rivelate veritiere. E’ il restante 33%? Dopo la cessione di Jorge Martinez per 12 milioni e la nuova spartizione dei diritti televisivi che ha premiato la società per meriti sportivi e bacino d’utenza, la tifoseria si aspettava qualche souvenir in più dall’ Ata Executive, sede ufficiale del calciomercato. “Una piccola società non può permettersi di non vendere e deve avere la possibilità di riciclarsi sempre”, ha dichiarato alla stampa l’ad del Catania appena tre giorni fa. D’accordo. Ma le grane societarie iniziano a manifestarsi all’orizzonte quando non vendi e, contestualmente, abusi con gli acquisti. Il più costoso del Catania edizione 2010/2011 si chiama Alejandro Gomez, ingaggiato ufficialmente il 29 luglio per una cifra vicina ai 2,2 milioni. Conteggiando anche i circa 1,5 milioni ottenuti dagli sponsor, tecnico e ufficiale, il Catania guadagnerà circa 40 milioni di euro senza tener conto delle entrate ai botteghini tra abbonamenti e vendita dei biglietti singoli che, azzardando una previsione, potrebbero aggirarsi attorno agli 8/10 milioni. Così, gli incassi e la cessione di Martinez, basterebbero a coprire le spese destinate al monte-ingaggi. Rimangono 30 milioni da cui vanno sottratti i costi gestionali legati ai dipendenti extra-giocatori (dall’allenatore al magazziniere) e ai dividendi da distribuire agli azionisti. Ad oggi il Catania ha concluso la sessione estiva di calciomercato con un bilancio in attivo di oltre 10 milioni (una consuetudine dopo il brillante bilancio di chiusura della scorsa stagione). Coerenza, perizia e saggezza sono qualità rare, almeno quanto l’autocritica; se abbiamo in casa nostra un elemento così, è meglio tenerselo stretto e non privarsene per nessun motivo. L’unica pedina inamovibile nello scacchiere rossoazzurro è proprio Pietro Lo Monaco uno che, anche quando sbaglia, lo fa mettendoci il cuore e la buonafede. La sorte del Catania è la sua missione e fin ora l’ha onorata e portata a termine nel migliore dei modi.

 

MAI PENTIRSI SE SI AGISCE COL CUORE

Dicevamo dei numeri. Direttori sportivi e presidenti, hanno deciso di prendere in mano il calcio italiano e capovolgerlo. Anagrammando l’aggettivo “sobrio”, così doveva essere il calciomercato delle società italiane indebitate, l’hanno trasformato in “brioso”. Analizzando le cifre, balza agli occhi un dato di fatto assolutamente sovversivo rispetto alle previsioni della sbandierata austerity. A parte l’Inter che ha chiuso con un attivo di 48,8 milioni, la Juve (-19,65), Il Milan (-14,2) e la Roma (-1,65), le grandi si sono fatte un baffo del fair-play finanziario invocato da Michel Platini. Ma i dati che più ci fanno rimanere esterefatti, riguardano le cosiddette piccole: Brescia -7,55, Cagliari -5,2, Bari-2,32, Chievo-1,7, Cesena-0,4. Tutte col segno meno. Il caso del Bologna è emblematico. La società felsinea, inserirà sul libro-paga Alberto Malesani, affiancandolo alla voce “allenatore” a Franco Colomba, esonerato domenica , che continuerà ad essere retribuito regolarmente finché non troverà una nuova sistemazione. Così la società di Porcedda, graverà ulteriormente su un passivo di 20,27 milioni, cifra enorme trattandosi di una società piccola. Cosa c’entra col Catania? C’entra e come. La società rossoazzurra non ha nulla da rimproverarsi: ha chiuso con un attivo invidiabile, ha rinforzato la squadra con due acquisti mirati ( Gomez e Martinho), rimpiazzando chi è partito e arricchendo la rosa. Inoltre, come ammesso ai nostri microfoni dallo stesso Lo Monaco, i giocatori che hanno ricevuto offerte anche plurimilionarie (vedi Maxi Lopez, Biagianti, Silvestre e Andujar), sono rimasti e rappresentano i veri acquisti della società dell'Elefante. E non erano i soli ad avere mercato. Ricchiuti, Antenucci e Terlizzi sono stati oggetto di diversi sondaggi da parte di società di A e B e qualche offerta ufficiale (soprattutto per il bomber termolese) pare sia pervenuta in Via Ferrante Aporti. La società ha preso atto, analizzato e declinato e ora affiorano i rimorsi: “Ho perso di vista quelli che sono gli obiettivi di una società come la nostra, perché quello che nel mercato di oggi vale 50 un domani vale 25”. E’ vero. Quasi sempre. Ma la gallina dalle uova d’oro Maxi Lopez coverà anche quest’anno goal a doppia cifra, Biagianti “7 polmoni” proseguirà a pompare ossigeno, gli anticipi perentori di Silvestre non smetteranno di innervosire gli attaccanti avversari e così via fino alle parate del nazionale argentino Andujar. L’oro che il Catania ha in casa non si esaurirà in un anno e magari la miniera d’oro si arricchirà di nuovi lingotti sudamericani. Dopodomani quello che oggi vale 50 potrebbe valere 75 o 100. Mai pentirsi quando si trattiene un giocatore su cui hai creduto solo tu quando bazzicava sui campi spelacchiati dell’ex serie C2 o quando il Maiorca scaricava il nostro campione biondo in Russia o in Brasile. Con un attivo così netto al massimo ci si può pentire di non aver raggiunto l’eccellenza con un Guberti, o chi per lui, che poteva accendere le fasce care a Giampaolo, col concomitante ritorno di Llama. Ma soprattutto, mai pentirsi quando si agisce col cuore.



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