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"Sugli spalti sarà grande spettacolo, non ho il minimo
dubbio". Sei giorni al derby Catania-Palermo: grande attesa per una
partita che promette spettacolo, ma che è considerata ad alto rischio
incidenti e per questo motivo Osservatorio e Casms hanno ordinato la
chiusura del settore ospiti.
Pietro Lo Monaco, amministratore
delegato del Catania, è sicuro: domenica al Massimino ci sarà spazio
solo per una grande festa di sport. "Non potrebbe essere altrimenti
anche perchè la partita è stata vietata ai palermitani - spiega l'ad
rossazzurro ai microfoni di Sky Sport24 -, ci saranno solo i catanesi e
dal punto di vista del folklore ci sarà grande spettacolo senza
sgradite sorprese".
"L'augurio è che nel futuro si possa
assistere ad un grande spettacolo con entrambe le tifoserie sugli
spalti, magari anche con qualche sfottò, ma tutto nell'ambito della
civiltà. Quanto successo a Sofia per la partita della Nazionale
dimostra che la mamma degli imbecilli è sempre incinta, ci sono
minoranze che vogliono far parlare di loro e gettare così discredito
verso tutta la maggioranza, ma io non posso pensare che il popolo
italiano venga rappresentato da quelle persone che sono andate in
Bulgaria. A Catania, ormai da due anni, cerchiamo di solare i più
facinorosi, spero si possa continuare su questa strada".
Non
solo derby, Lo Monaco parla anche della crisi finanziaria mondiale e di
come questa crisi può influire sul mercato di gennaio e sul calcio in
generale. "Sicuramente influirà, abbiamo tutti il dovere di rivedere le
cose, di spendere meglio, di ottimizzare al massimo le risorse e dare
un indirizzo nuovo su costi più contenuti e alla portata delle tasche
delle società, del resto è un momento di gravità assoluta e nessuno può
permettersi di andare al di sopra delle righe".
Per il Catania
cambierà poco, continuerà a muoversi nel mercato in cerca di talenti.
"Una società piccola come la nostra ha il dovere di monitorare tutto il
panorama calcistico, noi ci muoviamo seguendo le nostre risorse e
guardando anche le categorie inferiori. Abbiamo ragazzi come Plasmati e
Biagianti che vengono dalla C2, Izco che arriva dalla B argentina".
Poi
c'è anche chi, come Michele Paolucci, non è di proprietà del Catania ma
si sta rilanciando in rossazzurro. "Abbiamo un'intesa con l'Udinese che
mi auguro si possa concretizzare al meglio, ma è una situazione da
lasciare un po 'decantare perchè l'Udinese e la Juventus vorranno
vedere fino a che punto questo ragazzo può esplodere. È una situazione
ancora in itinere, vedremno nei prossimi mesi, ma il ragazzo sta
facendop bene, si sta ponendo all'attenzione di tutti".
Lo
Monaco preferisce sponsorizzare i talenti "di casa". "Sono felice che
tre giocatori dell'Udinese siano in Nazionale, 4 se consideriamo anche
Dossena che pochi mesi fa giocava con i friulani. Vedere un'apertura
verso società non di primissimo livello è positivo. Vuol dire che
possiamo anche noi coltivare la speranza che qualche nostro giocatore
possa arrivare in azzurro, Biagianti, per esempio, è un centrocampista
che si sta ponendo all'attenzione di tutti".
Nel Catania c'è
un nazionale rumeno dal quale ci si aspettava tantissimo, lo aveva
voluto Zenga che lo aveva allenato allo Steaua, ma Dica spazio in
rossazzurro non ne ha trovato e in Romania si è lamentato della sua
situazione. "Non è così - spiega Lo Monaco -, ha solo fatto delle
considerazioni per il suo attuale momento di disagio. Nello Steauta era
una stella di prima grandezza, non è abituato a stare in panchina, ma
quando si cambia realtà e modo di vivere si può andare incontro ad
altre problematiche. Noi abbiamo una rosa abbastanza ampia, c'è chi si
adatta meglio al gruppo e in questo momento Dica non gioca, valuteremo
la sua situazione, se vorrà andar via ne parleremo, come si dice morto
un papa se ne fa un altro, non ci facciamo troppi problemi".
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