| Domenica, maledetta domenica |
|
|
|
| Scritto da User | |
| Monday 03 March 2008 | |
|
Oggi mi sento carico, sicuro che il Catania porterà a casa almeno un punto.
Le squadre entrano in campo e l’adrenalina sale a mille. Vedo la formazione rossazzurra e rimango un po’ perplesso. Polito ancora tra i pali e un modulo troppo strano, incomprensibile per gli uomini in campo, un 3-4-2-1 con Silvestri che dovrebbe fare il laterale alto di centrocampo. Chissà perchè non Alvarez. Poi guardo la panchina. Nessun attaccante. Storco un po’ la bocca. Va bene l’emergenza, ma allora perchè non schierare il 3-5-2 sacrificando una punta ( buona magari per la ripresa ) o meglio ancora un 4-3-3 vero visto che bisogna vincere? Mistero...
La partita inizia e tutto sommato
vedo un buon Catania. Alcune buone azioni, Spinesi ci prova un paio di volte a
battere Amelia, Martinez giocherella con gli avversari e il Livorno che non
impensierisce
La partita scorre via lentamente, a tratti anche in maniera noiosa, ma va bene così. L’importante è non perdere. Le sigarette vanno via come l’acqua, la tensione sale ad un ritmo vertiginoso.
Finisce il primo tempo. Uno sguardo agli altri risultati. La classifica è pressoché identica, ma stiamo giocando in trasferta e con gli ultimi chiari di luna, si accetta volentieri anche questa.
La ripresa inizia con un volto nuovo nelle fila del Livorno: Diamanti. L’ho già visto giocare in diverse partite e so che è uno che dribbla molto e molto bene soprattutto nello stretto e che dispone di un buon sinistro e di una buona visione di gioco. Ed è proprio il neo entrato che da solo mette in serie difficoltà il Catania con alcune buone giocate. Penso “...qui si mette male, sarebbe necessaria una contromossa.”
Quando poi al
Rimango impietrito, attonito, incredulo. No, non è possibile, ancora. E resto ancora più sconcertato quando non vedo una reazione convincente o cambi dalla panchina che possano dare la scossa. In più uno, due, tre legni colpiti dal Livorno con il Catania sbilanciato alla ricerca del pareggio.
Al triplice fischio, rimango inchiodato alla poltrona e non ho nemmeno la forza di arrabbiarmi per l’ennesima occasione buttata al vento.
Come un automa, guardo la classifica e vedo che siamo lì al terzultimo posto che significa serie B se i giochi finissero adesso.
Entra mia moglie in stanza e mi chiede come sia andata anche se già conosce la risposta. Le faccio segno del risultato con le dita. Lei capisce e va via. Sa che quando il Catania perde divento intrattabile. Non stavolta, non ne ho la forza
Passano diverse ore prima che
focalizzi quanto successo. A mente fredda riguardo classifica e calendario.
Ancora dodici partite, 36 punti in palio, sette in casa, cinque fuori.
Delle sette in casa l’unica davvero
proibitiva sembra quella contro
Il pensiero che possa accadere l’impensabile è maledettamente forte, ma io non mollo e come me penso che tutti i veri tifosi del Catania non si daranno mai per vinti. L’auspicio è ovviamente che anche i ragazzi si rendano conto di quanto sia importante mantenere la categoria.
Domenica prossima, altro scontro diretto ed io sarò nuovamente lì alle 14,59, sulla mia poltrona pronto a far echeggiare la mia voce per tutto il quartiere.
Alessandro Marchese |
| < Prec. | Pros. > |
|---|




Sono le 14,59. Tra un minuto
circa avrà inizio la partita ed io mi preparo come al solito. Mi sistemo sulla
mia poltrona posizionata esattamente al centro del televisore per una perfetta
visuale. Sigarette