|
Comunicato stampa calcio Catania |
|
|
|
|
Scritto da Calcio Catania S.p.A.
|
|
martedì 30 settembre 2008 |
Il Calcio Catania S.p.A., in relazione al
comunicato dell’Ufficio Stampa dell’A.C. Chievo Verona, avente oggetto
l’aggressione subita ieri dopo la partita Catania-Chievo da alcuni
tifosi gialloblu, stigmatizza fortemente il tenore palesemente
discriminatorio del comunicato in questione.
Ci rincresce molto constatare l’atteggiamento, come al solito, in
questi casi, qualunquista da parte della dirigenza clivense che trae
conclusioni da un fatto, purtroppo disdicevole e meritevole di biasimo,
il cui giudizio complessivo è assolutamente privo di fondamento, come,
del resto, provano anche le prime indagini che stanno effettuando le
Autorità competenti.
Anzi, addirittura, pare che la ricostruzione dei fatti compiuta dalle
locali forze dell’ordine vada proprio nella direzione opposta rispetto
a quanto asserito dall’ A.C. Chievo Verona: gli atti di puro teppismo
di cui stiamo parlando sono stati sedati proprio grazie a
rappresentanti del tifo rossazzurro.
Ci duole molto, dunque, questo inopportuno risalto dato a vicende,
naturalmente tristi e da condannare con vigore, che nulla hanno a che
vedere con i sostenitori di una Società, la nostra, i cui sforzi nella
direzione della prevenzione di fatti violenti, diremmo molto ben
riusciti, vengono dimenticati con una superficialità che ci
infastidisce alquanto.
Ribadiamo dunque la nostra forte perplessità di fronte a tali prese di
posizione, tanto più che proprio la nostra tifoseria è stata
unanimemente riconosciuta come espressione di sano sostegno sportivo e
buon esempio da seguire per i comportamenti virtuosi cui ormai si
ispira con convinzione di concerto con la nostra Società.
Sarebbe stato certo più opportuno se la Società Chievo Verona, prima di
diramare il comunicato odierno, avesse avuto riscontri certi ed
oggettivi. Ebbene, le indagini della Questura di Catania provano
l’esatto contrario: si tratta, purtroppo ed i primi ad esserne
dispiaciuti siamo proprio noi, di un mero atto delinquenziale che nulla
ha a che vedere con il calcio ed i tifosi del Catania in particolare.
Che proprio una consociata, senza alcun fondamento, spari nel mucchio e
tragga conseguenze non veritiere accostando un fatto (una vile
aggressione da parte di una teppaglia) ad un colpevole (alcuni
sostenitori del Calcio Catania), ci sembra veramente inspiegabile ed
ingiustificabile.
Ci si permetta, infine, di far notare alcune palesi ambiguità tra il
contenuto di quanto diramato dall’Ufficio Stampa del Chievo e quanto
riferito tramite Ansa proprio dagli aggrediti in relazione, per
esempio, a luogo dell’agguato e modalità della denuncia presso la
Questura. Per quanto riguarda poi la previsione della scorta per uscire
dallo stadio da parte di un fantomatico decreto o il gratuito richiamo
al luogo nei pressi del quale venne ucciso l’ispettore di polizia
Filippo Raciti, ci saremmo aspettati almeno una puntualizzazione da
parte della società veronese a correzione di quanto dichiarato
erroneamente dai propri sostenitori.
Qualunquismo e disinformazione sono due elementi che vanno eliminati
del tutto prima di gettare ulteriore benzina sul fuoco dal quale il
mondo del calcio rischia di essere, suo malgrado, ustionato in maniera
sempre più compromettente per lo stato della propria salute.
|