| Chi si ferma è perduto |
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| Scritto da alessandro | |
| Monday 28 April 2008 | |
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Un tabù davvero inviolabile quest’anno le gare lontane dal “Massimino”.
E
dire che contro il Palermo ma soprattutto contro l’Udinese, il Catania ha
espresso un buon calcio, di sicuro il migliore fornito sin qui nelle gare fuori
casa, costruendosi palle gol, calci d’angolo, tenendo bene il campo con un buon
possesso palla e rischiando davvero poco. Purtroppo i fuoriclasse fanno la
differenza. Se a Palermo ci ha pensato Miccoli, ad Udine il duo Quagliarella-Di
Natale ha da solo vinto la partita.Tuttavia
anche così facendo, il Catania esce con le ossa rotte e a farne le spese, oltre
ai tifosi che assumeranno cardiologi personali per queste ultime tre gare, è la
classifica che, stravolta dalla vittoria dell’Empoli a Genova e della Reggina
sul Parma (seppur prevedibile), ricaccia il Catania in piena bagarre salvezza.
Il succo del discorso è questo: il Catania puo’ salvarsi ma deve farlo con i propri mezzi così come ha fatto lo scorso anno. Sembrerà strano a molti ma gli uomini di Zenga potrebbero centrare la salvezza già da domenica prossima a parte che si verifichino una serie di fattori: il Catania deve battere la Reggina (possibilmente con due o più gol di scarto tanto per trovarsi in vantaggio in una eventuale classifica avulsa) l’ Empoli deve perdere e Livorno e Parma non devono andare al di la del pareggio. Combinazioni un po’ difficili da verificarsi, ma pur sempre fattibili se pensiamo che l’Empoli giocherà in casa contro l’Udinese in corsa Uefa e con un Marino che dopo averci dato un dispiacere potrebbe farci un grosso regalo, il Parma se la vedrà contro il Genoa ancora in corsa per l’Intertoto e il Livorno sarà ospite dell’Atalanta.
Il commento alla partita passa in secondo piano. Inutile stare qui a ridire cose dette tante volte. Sottolineare ancora la pochezza dell’attacco o gli errori difensivi (pochi quest’anno a dire il vero in confronto allo scorso campionato) o l’aver preso l’ennesimo gol da fuori area. Zenga ci sta provando ma ci sono da fare due considerazioni. La prima è che gli uomini a disposizione del tecnico sono questi e che certamente non puo’ far diventare quadrato un cerchio. La seconda è che siamo alla fine del campionato e Mascara e compagni hanno tirato la carretta per 35 partite. Zenga ha fatto capire che tipo di gioco vuole e tutto sommato alcuni risultati si vedono, ma il cambio del tecnico è arrivato troppo tardi per far si che allenatore e giocatori incrociassero le proprie strade in maniera simbiotica. Questo cambio tardivo non ha permesso all’ex portiere dell’Inter di studiare a fondo gli uomini a disposizione per capirne pregi e difetti. Tuttavia, anche se con una classifica che adesso dice più due sulla zona retrocessione, la speranza è che domenica prossima nella decisiva sfida contro la Reggina, i rossazzurri tirino fuori tutto quello che hanno in corpo per raggiungere una nuova e sofferta salvezza che premierebbe, oltre che la squadra tutta, la città e i tifosi che di sicuro trasformeranno il “Massimino” in una vera e propria “bolgia rossazzurra”. |
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Una
cosa è certa: qualsiasi tifoso del Catania, non vede l’ora che arrivi il 18
Maggio data che sancirà la fine del campionato. Non vede l’ora che questo
torneo si chiuda perché sta diventando davvero una sofferenza assistere alle
partite esterne dei rossazzurri. Fortuna vuole che adesso ne manchi solamente
una.