| Brillanti prima, ingenui poi.[+] |
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| Scritto da Marchese A. | |
| sabato 29 novembre 2008 | |
Sarebbe dovuta esser la vittoria che avrebbe garantito quel balzo decisivo in avanti e che avrebbe permesso al Catania di affrontare le due proibitive trasferte di Milano e Firenze, con un pizzico di tranquillità in più.
Invece il Catania si lascia bloccare da un Lecce ben messo in campo ma attento solo a non prenderle che strappa un punto fondamentale per la propria classifica in maniera quasi insperata e soprattutto inaspettata.
Ai più potrà andare bene un punto che comunque
muove la classifica e che lascia a distanze invariate una diretta
concorrente, ma quel che appare oggi è che si siano buttati via due
preziosissimi punti in ottica salvezza.
Dividendo però la partita in due tronconi, uno
che termina col gol rossazzurro e l’altro che inizia con quello
leccese, e rimanendo nell’assoluta obbiettività, bisogna ammettere che
i salentini non hanno rubato nulla disputando la loro gara in maniera
giudiziosa e cercando di mettere in difficoltà il Catania nelle
ripartenze.
Pareggio legittimato anche da un paio di occasioni avute nel finale di gara quando ormai la squadra di Zenga appariva sempre più choccata e in balia degli avversari, più per mancanza di lucidità che per altro, quasi increduli nell’assistere ad una vera e propria beffa. Tuttavia se una squadra che macina gioco, costruisce diverse occasioni da gol che poi non concretizza e che si lascia sorprendere nell’unica vera azione avversaria, ha di che mordersi le mani e soprattutto ha da rivedere bene alcune situazioni che si continuano a verificare da qualche partita a questa parte. In primo luogo la difesa che da granitica sta iniziando ad essere gelatinosa, passando per il centrocampo che comunque il lavoro sporco lo esegue, fino ad arrivare all’attacco che purtroppo continua a sprecare troppe occasioni anche se ad onor del vero oggi il portiere del Lecce Benussi si è ampiamente guadagnato la cosiddetta pagnotta. Ma un antico proverbio dice che sono i “maccheroni che riempiono la pancia” quindi... La partita inizia bene per gli uomini di Zenga che già nei primi quindici minuti di gioco collezione quattro palle gol grazie ai calci piazzati e ad uno splendido colpo di testa di Plasmati oggi in campo dal primo minuto. Benussi fa gli straordinari e il Lecce, tranne in un’unica occasione con Tiribocchi, non si affaccia mai dalla parte di Bizzarri. Dura mezz’ora questo martellamento continuo dei rossazzurri ai quali manca solo la gioia del gol. Il Catania tira un po’ i remi in barca per riprendere fiato e ne approfitta il Lecce che impensierisce in un paio di occasioni la retroguardia etnea grazie ad un Tiribocchi ispirato. La ripresa parte nello stesso identico modo, con il Catania a caccia del gol. Gol che arriva al 60’ grazie a Paolucci che si ritrova la palla sul sinistro dopo un fortunoso rimpallo e batte inesorabilmente Benussi già graziato dal numero nove etneo che poco prima aveva colpito il palo esterno. Poi accade l’irreparabile. Beretta manda in campo Castillo al posto di un evanescente Giacomazzi e l’attaccante salentino al primo pallone toccato centra il pareggio grazie ad un potente tiro dal limite dell’area su sponda di Munari, potente si ma centrale. Bizzarri poteva di sicuro fare di più. Il Catania accusa il colpo e non riesce più a dare brillantezza alla propria azione ed è anzi il Lecce che si fa più pericoloso ancora con Castillo prima e con Tiribocchi e Ariatti poi. A nulla serve l’inserimento di Martinez e di Izco. Il Catania pareggia la sua prima partita in casa con molti rimpianti e con la consapevolezza di essere stati davvero troppo ingenui. Uomo partita: Paolucci |
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Sarebbe dovuta esser la vittoria che avrebbe garantito quel balzo decisivo in avanti e che avrebbe permesso al Catania di affrontare le due proibitive trasferte di Milano e Firenze, con un pizzico di tranquillità in più.
Invece il Catania si lascia bloccare da un Lecce ben messo in campo ma attento solo a non prenderle che strappa un punto fondamentale per la propria classifica in maniera quasi insperata e soprattutto inaspettata.